Ciao…,
nonostante la sconfitta, siate certi che il nostro gruppo VIVI LA MORRA, LA MORRA VIVE…, E’ VIVO!!!
è nostra intenzione fare un opposizione leale, costruttiva, attenta ed intransigente.
vi invito a comunicare con noi tramite facebook, ma soprattutto utilizzando il blog.
Ciao, sono pietro (cardile),
utilizzo il ns blog per alcune considerazioni relative alla sconfitta.
Partendo dal presupposto che non sono un esperto del settore, Silvia ci potrebbe essere di grande aiuto, ma uno studioso che affronta l’argomento
con passione, curiosità e spero con apertura mentale.
Quando ci si mette in gioco, è giusto credere nella vittoria, ma bisogna essere consapevoli che dietro l’angolo può esserci una sconfitta……
Mi baso su cultura fai da te, che non si limita alla lettura di testi di psicologia, ma si concretizza prevalentemente nell’osservazione dei grandi campioni e soprattutto dei loro coach, nei loro sistemi di allenamento mentale e spirituale. Proprio così, … spirituale! Perché personalmente penso che per raggiungere alti livelli di espressione sia rilevante, più di ogni altra cosa, l’aspetto emozionale dell’atleta (candidato in questo caso) e la sua voglia di vincere, che lo spinge a superare quel limite di prestazione che poi farà la differenza.
Credo che si debba anche iniziare un lento ma sicuro cammino verso la forma mentis “chi l’ha dura, la vince”; proverbio secolare che vale anche nella vita di tutti i giorni. Del resto, io non credo vi sia qualcuno (se non un masochista) che ami perdere; e a chi mi dice che “l’importante non è vincere, ma partecipare”, rispondo che egli è un ipocrita e che certamente……… non avrebbe mai vinto!
Basta osservare l’atteggiamento di alcuni atleti (candidati) che escono
dal campo dopo una gara.
Sono convinto di poter affermare che: se c’è passione, allora c’è anche “divertimento”. Se l’obiettivo è chiaro e si è scelto di conseguirlo, tutto ciò che sarà fatto nel tentativo di raggiungerlo sarà piacevole; anche i sacrifici!
E la voglia di vincere (dominare) è tra gli istinti primordiali dell’essere animale e umano. E nei bambini questo istinto non è frenato dal super Io (ragione) che poi filtra i comportamenti dell’adulto. Quando un bambino perde una partita, piange perché ci teneva a vincere e lascia sfogo alla sua carica emozionale. L’adulto che perde non piange (ma lo farebbe se potesse) perché gli hanno insegnato che “i grandi non piangono”, ma spesso si arrabbiano.
Questo significa che tutti hanno voglia di vincere; la differenza consiste nel dimostrarlo più o meno.
Non esiste vittoria senza sconfitte!!!!.
La sconfitta quindi deve essere vissuta come un momento di formazione e di crescita. In fin dei conti, cosa ci si rimette a intraprendere una attività dove si impara a preparasi ed a lottare per ottenere un risultato? Non è che per caso, si impara qualcosa per affrontare la realtà di tutti i giorni? Si possono conciliare lotta all’estremo, lealtà, determinazione e correttezza?
PENSO PROPRIO DI SI !!!!
“L’importante è vincere!!……. ma partecipare è anche bello”.
PIETRO CARDILE
Commento di matteoellena — Giugno 13, 2009 @ 2:51 pm |